Gli interpreti che Sibelius ascoltò.2
Viaggio attraverso le registrazioni storiche
2.
Le prime registrazioni dedicate a Sibelius si situano agli inizi del secolo XX: si tratta di esiti oltremodo modesti sia dal punto di vista puramente acustico che talvolta da quello interpretativo; queste limitazioni non vanno però addossate a chi entrava in sala di incisione ma piuttosto alle condizioni primitive dei mezzi di registrazione e riproduzione, che impiegavano il Fonografo di T.A. Edison e il Grammofono di E. Berliner. Le durate di questi supporti, inizialmente di dueminuti scarsi, arriveranno a essere standardizzate verso la fine degli anni ’10 dello scorso secolo a una durata di quattro minuti e mezzo contenuti su un disco che li riproduceva effettuando 78 giri al minuto. A parte la brevità del supporto la qualità della riproduzione – tecnica acustica – era molto ridotta a causa della mancanza dell’amplificazione elettrica che impediva di registrare sia il timbro che il riverbero. Solo con la telefonia e la diffusione radiofonica, già in uso all’inizio del secolo e che facevano uso di un’amplificazione elettrica del segnale, si arrivò nel 1925 a sostituire la tromba esponenziale con il microfono: non era ancora l’alta fedeltà ma era ormai possibile registrare tutte le sonorità degli strumenti dell’orchestra, oltre all’acustica di una sala da concerto. Rimaneva il problema della breve durata del disco, risolto solo nel 1948 con l’arrivo del Long Playing.
Una delle prime registrazioni sibeliane risale al 1904. Si tratta del lied in svedese Svarta rosor[Rose nere] op.36 n.1, su testo di E. Josephson. Composto nel 1899 e inciso a Stoccolma cinque anni più tardi dal soprano Maikki Jarnefelt e da Armas Jarnefelt al pianoforte. A. Jarnefelt era cognato di Sibelius e marito di Maikki. I suddetti limiti dell’allora tecnica acustica privilegiavano la vocalità, il pianoforte e gli strumenti a fiato, per cui queste registrazioni rendono già in buon grado le idee interpretative del duo, con la linea vocale ben sbalzata e attenta a pronunciare il testo cantato con un’adeguata articolazione. La tecnica acustica richiedeva all’esecutore di cantare o suonare molto vicino alla tromba esponenziale in modo da raccogliere più onde sonore possibile e per questo motivo bisognava accentuare al massimo le dinamiche, in quanto quelle più tenui non venivano captate.
Riguardo al repertorio sinfonico, esso soffriva limitazioni di fatto ancor più pesanti, soprattutto nel caso di repertori contemporanei la cui orchestrazione richiedeva una speciale cura relativamente alle dinamiche e alle cangianti linee timbriche delle varie famiglie dell’orchestra. Queste limitazioni porteranno, nel corso del periodo acustico, a un numero non molto alto di registrazioni di musica orchestrale. Nel caso di Sibelius esistono alcune testimonianze che confermano quanto appena detto: una Valse Triste risalente al 1910 ed eseguita dalla Band of the Coldstream Guards; la trascrizione per strumenti a fiato, a quel tempo più adatta a essere registrata, risulta di contro molto poco fedele allo spirito del brano la cui realizzazione e diffusione può però rivelare già la grande popolarità che arrise subito a questo titolo, caso questo simile alla celeberrima Finlandia, che troviamo l’anno successivo nell’esecuzione della New Symphony Orchestra di Londra diretta da Landon Ronald: si tratta di una registrazione dal suono opaco e piatto, probabilmente anche a causa dell’usura del disco superstite, che lascia trasparire con estrema difficoltà le sonorità dell’orchestra, improntate come sempre su dinamiche eccessive. Da notare l’inizio del brano accorciato di parecchio – l’inizio è situato verso la metà della partitura, Allegro, 4 battute prima della lettera F – che può essere giustificato dall’esigenza di racchiudere l’intero brano in una sola facciata di 78 giri.
La ridotta durata dei supporti, che anche in formati differenti dal 78 giri era comunque sempre molto ristretta, influirà decisamente su cosa incidere della produzione del Nostro; dando una scorsa a parecchi cataloghi si ravvisa una costante presenza di Finlandia e Valse Triste, reiterata serie di proposte subordinata a esigenze di carattere economico, vista la già grande popolarità di questi due brani, oltre a brevi brani cameristici vocali e strumentali. Non bisogna però dimenticare che la radiofonia, attiva dalla seconda metà degli anni ’10, costituirà il primo vero mezzo di compiuta diffusione musicale in alternativa al concerto dal vivo: la possibilità di trasmettere in diretta un intero concerto via etere si rivelerà come una ideale opportunità per conoscere sempre nuovi repertori senza limiti di tempo e, grazie all’uso del microfono, a un livello di fedeltà sonora più che accettabile. Come già detto, verso il 1925 grazie alla radiofonia fu possibile introdurre il microfono anche nelle registrazioni discografiche, fatto questo che porterà a un grande innalzamento della fedeltà sonora, anche se permaneva la ridotta durata del supporto a 78 giri; una intera orchestra sinfonica poteva essere registrata, per cui il repertorio orchestrale cominciò a essere esplorato e pubblicato.
Sibelius Svarta rosor Gramophone 083002 (1904) Maikki Jarnefelt-Palmgren s. A. Jarnefelt, pf. Audio non presente su Youtube e inviato da inserire
Valse Triste – Band of the Coldstream Guards (1910)
https://youtu.be/RI1J1m3ksqo?list=RDRI1J1m3ksqo
Finlandia New Symphony Orchestra (1911), dir. Sir Landon Ronald [esecuzione tagliata]

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