Gli interpreti che Sibelius ascoltò.9
Viaggio attraverso le registrazioni storiche
9.
Sarà forse per questo motivo che alcune tra le più importanti testimonianze discografiche di questo periodo provengano da interpreti che abiurarono più o meno totalmente il loro rapporto con la musica riprodotta: primi fra tutti Sergiu Celibidache (foto 9A) e Evgeny Mravinskij (foto 9B). Entrambi “costruttori” di orchestre, di buon grado errante l’attività del primo, che la visse come una sorta di vagabondaggio artistico incastonato tra le assidue cure prestate alle due filarmoniche di Berlino e di Monaco a inizio e fine carriera; votata a curare e approfondire la crescita di uno stesso complesso, la cinquantennale attività del secondo, quell’orchestra di Leningrado che sotto la sua guida diverrà perfetta ambasciatrice della musica russa all’estero e divulgatrice unica degli altri repertori in patria. La cura maniacale esercitata da entrambi nella messa a punto di un brano attraverso minuziose e coinvolgenti prove avrà nella successiva esecuzione dal vivo la sua più che perfetta realizzazione. Sempre restando nell’ambito delle registrazioni dal vivo si ascolti una registrazione della prima sinfonia diretta da Victor de Sabata nel 1950, durante un concerto con la New York Philharmonic Orchestra – (foto 9C): la natura dionisiaca del direttore triestino conferisce a questa pagina un tono da vera epopea che si stempera in tinte estremamente accese nei quattro movimenti del lavoro: dalla tensione espressiva infuocata del primo movimento, alla nostalgia dolorosa del secondo, dalla gioia quasi bacchica dello scherzo a istanti di intensa luce orgiastica dell’ultimo. Questa registrazione, nonostante un suono non proprio ottimale, può a ben diritto collocarsi tra le più grandi dell’intera discografia sibeliana. A questa fa eco un’altra magnifica registrazione della Seconda sinfonia effettuata da Beecham a Londra l’8 dicembre del 1954 sul podio della BBC Symphony, in occasione dell’ottantanovesimo compleanno del Nostro: il coinvolgimento estremo e rapinoso di tutte le forze orchestrali si traduce in una lettura “al calorbianco” che ha ben pochi confronti, oltre alla tenuta perfetta di tutte le sezioni dell’orchestra; considerando la non sempre vigile attenzione che Sir Thomas riservava alle prove, potremmoaffermare si tratti di un esito nato sotto una buona stella …
Sibelius morì nel 1957, quando le case discografiche stavano iniziando a incidere nuovamente in versione stereofonica tutto il repertorio precedentemente pubblicato in mono. Un direttore che ebbe ancora modo di conoscere il Nostro fu il suo connazionale Paavo Berglund (foto 9D), che diverrà un indiscusso alfiere della musica sibeliana: sarà il primo finlandese a effettuare la prima edizione integrale delle sinfonie nel 1977 sul podio della Bournemouth Symphony, mentre la prima versione in stereo sarà incisa da Akeo Watanabe a capo della Japan Philharmonic Orchestra un decennio esatto prima – nel 1967 – per la Nippon Columbia. Lo stesso Berglund completerà ben altre tre Integrali nel 1987, 1997 e 1998. L’integrale del 1987 sarà la prima eseguita da un’orchestra finlandese, la Helsinki Philharmonic; lo stesso Berglund sarà l’artefice, nel 1970, della prima registrazione ufficiale di Kullervo, sul podio sempre della Bournemouth Symphony. Questo lavoro non era più stato eseguito completamente dal 1893, se si eccettua un concerto privato diretto da Jussi Jalas nel 1958, del quale esiste la registrazione.
Si estingue così la nostra ricerca dedicata agli interpreti che furono in contatto con Sibelius o che egli stesso ascoltò e apprezzò. Altri interpreti storici da includere nell’elenco sono Wilhelm Furtwangler, Pierre Monteux, George Szell, Hans Schmidt-Isserstedt, Nikolai Anosov, ArvidJansons, Jascha Horenstein e Sir John Barbirolli. Quest’ultimo, interprete di gran pregio anch’egli apprezzato dal Nostro, incise molto repertorio del Maestro anche se – purtroppo – l’integrale da lui registrata per la EMI nel 1970, poco tempo prima della sua scomparsa, probabilmente a causa delle sue non ottimali condizioni di salute, si rivelerà purtroppo di livello discontinuo.
In ultimo, Kurt Sanderling (foto 9E), che negli anni ’70 dirige con la Berliner Sinfonie-Orchester(DDR) una grande edizione integrale delle sinfonie sibeliane unitamente ad alcuni poemi sinfonici. Questi stessi interpreti furono i protagonisti inconsapevoli di un’esperienza indimenticabile e rivelatrice che vissi in prima persona e che vorrei raccontare a mo’ di conclusione: nell’ottobre del 1972, all’età di quindici anni, assistetti a un concerto al Teatro Regio di Parma. In programma la Nona sinfonia di Gustav Mahler con l’Orchestra Sinfonica di Berlino diretta dallo stesso Sanderling. Conoscevo già Mahler, la sua Prima sinfonia mi piaceva molto e avevo letteralmente consumato il disco per i tanti ascolti, ma non ero preparato ad affrontare un colosso sinfonico come la Nona. L’ascolto mi sconvolse profondamente, anche se non riuscii ad afferrare l’essenza profonda che quella composizione comunicava: un disperato addio alla vita nel quale i tremendi conflitti che si confrontano nel corso dei primi tre movimenti trovano la catarsi definitiva nell’ultimo, dove la vita va spegnendosi lentamente fino al trapasso dell’anima. Ricordo il silenzio attonito che regnava in sala dopo che l’ultima esile linea sonora si era esaurita da tempo: allora, lentamente, gli applausi presero forza e vigore, in un entusiasmo collettivo che non accennava a finire. L’ormai anziano direttore, del quale ricordo la figura alta e la posa ieratica, era già uscito e rientrato molte volte ma il pubblico richiedeva con insistenza un bis. Allora il maestro, risalito sul podio, alzò la bacchetta e l’orchestra cominciò a suonare: un inizio scarno, alcuni pizzicati degli archi e poi i violini e i violoncelli si inserirono magicamente con una melodia sinuosa di valzer, tratteggiata con infinita nostalgia e tenera dolcezza. La melodia continuò a svolgersi, autogenerandosi, in ampie volute sostenute sempre dai pizzicati dei bassi, pizzicati che ricordo ancor oggi di una pienezza e di un’espressività che sublimava ancor più la preziosità della melodia. Poi un altro valzer, più ritmicamente sommesso e dal sapore armonico più velato, come un ricordo sfiorito di anni ormai passati… era la Valse Triste di Jean Sibelius, come sentii dire da qualcuno che si trovava nel mio palco. Ritornando, oggi, a quella lontana serata non posso non pensare all’intuizione meravigliosa di Sanderling nel proporre quel brano. Anch’esso un preludio alla morte, visione onirica di una donna in fin di vita che ricorda il suo passato, quel brano non poteva che essere l’unica scelta possibile da eseguire dopo quell’accorato commiato all’esistenza.
Confesso che da allora, memore di quell’esperienza, non sono più riuscito ad ascoltare la Valse Triste senza riandare al ricordo di quella serata. Anni dopo mi accadde di ascoltarla di nuovo dal vivo, eseguita da un’orchestra e da un ormai dimenticato direttore: acqua fresca, passata senza lasciar traccia, come anche tante altre e più blasonate versioni in disco…
Celibidache
https://youtu.be/3DqadKdIqpE?list=PLbsCDS-XISPPcnXDhJjd8DKk_LZDH87bP Sinfonie nn. 2 e 5
https://youtu.be/Br-7V3SnWqE?list=RDBr-7V3SnWqE En Saga
https://youtu.be/T7KoJM6yKNo?list=RDT7KoJM6yKNo Concerto op. 47, Ida Haendel RAI (1969),
Mravinskji
https://youtu.be/mDM2EiZM_fM Sinfonia n.7, live Tokio (1977)
https://youtu.be/N49S33uUxhA?list=RDN49S33uUxhA Sinfonia n.3
https://youtu.be/AI9aAZY-elY?list=RDAI9aAZY-elY Il Cigno di Tuonela
De Sabata
https://youtu.be/9AQHbiZO8fE?list=OLAK5uy_mu9gByQ2xAXCieQHQ_CHIBPjvjzx5OvCISinfonia n.1
https://youtu.be/VBgbtr7ifS0 En saga
Beecham
https://youtu.be/c8j4AiOiTXw?list=OLAK5uy_lws8L0TiXe5jDLZitv2g9wv2jgc6QC8OI Sinfonia n.2 (live 1954) BBC
Sanderling
https://youtu.be/kzpZuWQD3LI?list=OLAK5uy_ldnTsoHAw2-D17doveynxJeO4W2TKbARcSinfonie nn. 1-7
Watanabe
https://youtu.be/sWQskdJjq-M?list=PLiQrOobJyPxk5iivtu7JW2RzH0xH7E0oI Sinfonie nn. 2-7
https://archive.org/details/lp_the-seven-symphonies-of-sibelius_jean-sibelius-akeo-watanabe-japan-philharm Sinfonie nn. 1– 7
Barbirolli
https://youtu.be/szW8d2GCVQI?list=OLAK5uy_ntnM0lxsl4m1PMkNrvYRzTBB5lLcP0h4o
Sinfonie nn. 1 e 2, New York (1942)
Monteux e Maazel
https://youtu.be/nYuyZJ9V64M?list=OLAK5uy_nOFxBrhJib2roGP7gLz4gzGZqUs49tucE
Sinfonia n.2 (Monteux)
Karelia Suite (Maazel)
Szell
https://youtu.be/fcGbaPtJbKA?list=PLgJSt256w127-HyySizuhYfphZv52seUi
antologia con:
– Sinfonie nn. 2,3,4,7
– En Saga
– Concerto per violino
https://youtu.be/nO4_M2JzQpU Sinfonia n.1
https://youtu.be/1CdouZLGOFs Sinfonia n.2
https://youtu.be/J1hYQ-Y_0Ag Le Oceanidi
Jascha Horenstein
https://youtu.be/dZJMjS-3jXM Sinfonia n.5


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